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LA CHIRURGIA PODOIATRICA ( fenolizzazione unghia incarnita )

Si procede con tale tipo di operazione se il paziente è stato già sottoposto al fallimento ripetuto di trattamenti curativi non chirurgici; o se prova dolore acuto notevole improvviso. Ovviamente il tipo di protocollo da utilizzare dipende dalla stato di gravità dell’unghia incarnita. La disciplina podiatrica per la Onicocriptosi, come spiega sempre il Dr. Prof. Avagnina ai suoi pazienti, non necessita mai come soluzione l’intervento chirurgico di matricectomia totale (dove viene cioè asportata l’intera matrice ungueale, con conseguente mancata ricrescita di tutta l’unghia). L’ablazione completa dell’unghia se mai è consigliata solamente nei casi più gravi di onicogrifosi (l’alterazione nella crescita dell’unghia). Da sapere che le unghie operate con questa tecnica per noi obsoleta e inutile, possono ricrescere e diventare poi di natura distrofica e/o dismorfica con chiari e visibili problemi di origine estetico e funzionali.

Dunque, per rimediare al problema di questa tecnica molto invasiva e distruttiva, sono state poi presentate (già da decenni) tecniche  più semplici di onicectomia parziale (e non completa) con apertura delle sole estremità laterali e pochi punti di sutura. Ma anche in questo caso si tratta di procedure limitatamente efficaci, in quanto non si riusciva a eliminare completamente la matrice malata e spesso si creano recidive già a distanza di 3-4 mesi.

Oggi, nella letterature medica internazionale si ritiene che la tecnica chirurgica più valida, che agisce direttamente sulla matrice, sia l’onicectomia parziale con acido fenico, che ha il vantaggio di bloccare definitivamente la crescita ungueale nel punto di applicazione. Una volta “addormentata” la parte da trattare mediante una semplice indolore anestesia locale, si applica un mini laccio emostatico alla base del dito, per ridurre la circolazione sanguinea, perché la presenza di sangue ostacolerebbe l’effetto dell’acido fenico impiegato. Si va a incidere con accuratezza solo la parte dell’unghia alterata e la si asporta delicatamente. Si applica poi sulla matrice, resa libera in tal modo, l’acido fenico alla percentuale prestabilita e con il protocollo prestabilito dai gold standard internazionali. Con questo procedimento non sono necessari punti di sutura, basterà solamente disinfettare il dito, avvolgerlo in una garza morbida per favorire la traspirazione e per proteggerlo da infezioni.

Una volta esaurito l’effetto dell’anestesia, in genere sono presenti solamente lievi e minimi dolori sopportabili, dunque verranno prescritti dal medico solo eventuali antidolorifici e calzature morbide e ampie, per i primi giorni dopo l’intervento. Dopo alcuni giorni dall’operazione, e dopo essersi sottoposti alla visita di controllo, sarà già possibile eliminare la fasciatura e ritornare a camminare tranquillamente. L’intervento, a parte il tempo per l’anestesia locale, dura solo pochi minuti ed ha un’efficacia risolutiva del 97-98% sia nella letteratura internazionale sia nella nostra pratica reale di oltre 15 anni di applicazione.

Ricordiamo che questa tecnica è impiegata con successo negli Stati Uniti da oltre 70 anni!

 Il Trattamento

Il migliore trattamento dell’unghia incarnita grave è la fenolizzazione, che è un intervento medico che viene effettuato in anestesia locale e ha durata complessiva di circa 20-30 minuti. Con questo intervento si utilizza il fenolo alla concentrazione dell’88% al fine di distruggere chimicamente la matrice laterale dell’unghia.

Il fenolo ha diverse proprietà che lo rendono “insostituibile” per questo tipo di intervento:

  1. ha proprietà antisettiche ,quindi evita la comparsa di infezioni e non rende necessaria la terapia antibiotica dopo l’intervento,
  2. ha proprietà anestetiche e quindi fa si che il post-operatorio non sia doloroso,
  3. ha proprietà cicatrizzanti per cui dopo 2-4 settimane dall’intervento il dito è in genere completamente guarito.

Controindicazione a questo tipo di intervento sono i disturbi circolatori gravi.
La fenolizzazione ha il vantaggio di produrre ottimi risultati estetici, di essere scarsamente invalidante e dolorosa e di avere ottime probabilità di successo definitivo (più del 95%). Non ultimo vantaggio di questa tecnica è la sua relativa economicità rispetto a trattamenti più invasivi e costosi quali ad esempio la resezione chirurgica con il laser.

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